18 novembre 2011

Dall’altra parte dello specchio


Mi guarderai, cercando nei miei occhi una risposta che non c’è, e io ti fisserò sorridendo.
Poi andrai via di nuovo, come sempre, ti perderai nella folla, in mezzo a mille ombre anonime che, pur credendo di conoscersi, a stento si degnano di un saluto.
In mezzo a loro ti senti forte, ti senti qualcuno. Ti senti invincibile.
Ma non ti basta e, allora, ritorni sempre qui da me, a scrutarmi da capo a piedi, mentre ragioni su cosa potrebbe farti sentire migliore, su come raggiungere quel gradino più alto dove, di questo passo, non arriverai mai.
Mi vedi illuminato su una passerella immaginaria, mentre freddo, vuoto e spento, rifletto te che mi osservi dall’altra parte dello specchio.
Il vetro che ci separa non dimostra niente, se non quanto banali e superficiali si è a volte, costantemente in balia delle mode e del momento, dei tempi che cambiano e che non rimangono mai uguali.

08 novembre 2011

La sua onda caparbia

Ascolto il rumore delle onde che s’infrangono contro gli scogli e, con la stessa prepotenza, si prendono un po’ gioco di me. Mi rimproverano, forse.
E io lascio fare, ignoro alibi e scuse con cui potrei giustificarmi, non servono.
Mi perdo a guardare quell’insistenza e mi domando perché a volte non cerchiamo la forza in loro per continuare a combattere, anziché arrenderci ad ogni minima difficoltà. 
E le invidio, sai? Invidio quella grinta che spesso è solo una maschera e non sempre rappresenta quello che ho dentro.
Le mie mani diventano clessidra, giocano con la sabbia, la fanno scorrere tra le dita e tra le idee che non stringo più. Preferisco lasciarle libere. Tanto sono mie lo stesso, un po’ come te che ci sei, ci sei comunque, anche se a volte è solo fantasia.