29 giugno 2011

L’ultima campanella

Sono passati solo tre anni da allora. Cosa vuoi che siano “solo” tre anni?
Mi tuffo dall’alto, leggero, grazie a un equilibrio finalmente acquisito, per sfogliare vecchie situazioni, vecchi capitoli scritti di fretta, dettati dalla passione del momento e poi trascurati come se il presente non fosse la somma dei giorni che lo precedono. Come se il presente fosse un “adesso” a cui si arriva come per magia, all’improvviso, senza aver attraversato prima altri attimi. Di consapevolezze ne ho conquistate tante e non voglio perdermi nuovamente nelle mie paure adolescenziali. Voglio, però, provare a intrufolarmi in profondità, come una talpa, nei miei ricordi, nei miei pensieri di quei giorni e vedere che effetto fa. La prima cosa che mi torna in mente di quell’esame di maturità è il caldo torrido. Un caldo così credo di non averlo mai sentito. Probabilmente la mia colonnina di mercurio si adeguava ai continui sbalzi di umore che mi portavano a oscillare tra l’apatia e il terrore, il silenzio e il batticuore.

22 giugno 2011

A un passo da…un sogno!

Se ci penso, ancora quasi non ci credo e forse è giusto che sia così. Non voglio perdere proprio ora il contatto con la realtà. La strada che ci aspetta è tanta, ci sarà da faticare ma ce la faremo, come ce l’abbiamo sempre fatta...insieme!
Ricordi quella sera? Sembrava simile a tutte le altre con la sua monotonia, eppure qualcosa di diverso già c’era. Le mie parole hanno iniziato a incastrarsi con le tue, come pezzi di puzzle apparentemente estranei ma che, invece, coincidevano perfettamente.
Abbiamo cominciato, così, a intrufolarci nei cieli della fantasia, in cui potevamo fare ed essere ciò che volevamo, ciò che non eravamo, non siamo e mai saremo.

15 giugno 2011

L’alba del nuovo giorno

“Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te. […]
I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.”
Fabio Volo

Ho aspettato tutta la notte perché arrivasse l’alba. Ho aspettato perché sapevo che sarebbe giunta e che non sarebbe stato tempo perso inutilmente. Non sapevo quando, ma quel “prima o poi” mi bastava. Ho dovuto lottare contro i miei occhi stanchi che stavano per spegnersi, abbandonando quella fioca luce che sembrava volesse confondersi con il cielo buio. Ho sostenuto la stanchezza che diventava sempre più pesante e continuava a ripetermi “Lascia perdere, lascia perdere tutto! Non ha senso crederci ancora.”
Il suo ghigno cinico voleva darmi il colpo di grazia ma sono stata più forte di tanti giri di parole che erano lì per mettermi alla prova.

08 giugno 2011

Fragile bisbiglio


I rapporti tra le persone sono come la voce: i più belli somigliano a un bisbiglio… fragile, leggero, intimo. Un bisbiglio che si perde nell’aria se non è sussurrato dolcemente all’orecchio di coloro che ami.
Vivono dei sensi, tutti e cinque i sensi. L’udito, perché se non si sa ascoltare forse non si sa nemmeno voler bene. Il tatto, perché accarezza l’animo di chi si ha di fronte. L’olfatto, perché riesce a riconoscere il profumo di sincerità.
La vista, perché supera, e non di poco, il muro dell’apparenza.
Il gusto, perché pretende continuamente sapori, esperienze e sensazioni nuove. Lontano anni luce ma che quasi si confonde con tutto il resto, c’è il chiacchiericcio. Un chiacchiericcio di parole spezzate e affetto saltuario. Ne sono piene le strade e i locali il sabato sera.