27 aprile 2011

L'arcobaleno dei miei giorni


Ho sempre considerato la mia stanza un rifugio sicuro nel quale nascondermi quando il mondo gira troppo velocemente per essere seguito, un rifugio nel quale riesco a fermare il tempo, come in una fotografia, per riflettere, pensare, capire, prima di buttarmi di nuovo a capofitto. Queste quattro mura mi hanno visto piangere, ridere, sognare, tremare, morire e poi risorgere dalle mie ceneri. In questi anni l’ho rivoluzionata più volte, è stata spesso lei la prima a pagare le conseguenze del mio umore instabile. Solo la mia scrivania, l’amica più fedele che ho, non l’ho mai spostata. È da sempre immobile, nello stesso angolo, per evitare di trovarmi disorientato, quando ho bisogno di lei e devo raggiungerla nel buio della notte per trovare conforto. Si affaccia su un oceano di frasi e foto che hanno rivestito tassello dopo tassello un’intera parete.

18 aprile 2011

Solo immaginare


La vita è un continuo gioco di coincidenze.
È tutto un po’ come quando devi correre da un treno all’altro, da un bus all’altro: basta un secondo, un solo secondo di distrazione e tutto salta.
Si sfasa ogni meccanismo e non potrai mai più sapere cosa ti sei perso.
Lo potrai solo immaginare.

12 aprile 2011

Senza timore


Ho chiesto tante volte passaggi a sconosciuti pur di non percorrere quel tratto di vita solo con me stesso. Alcuni mi hanno fatto salire subito, altri hanno titubato, spaventati dal mio elemosinare affetto e briciole d’attenzione. C’è stato anche chi, vedendomi in difficoltà, non ha battuto ciglio e ha tirato dritto.
Ho chiesto tante volte passaggi a sconosciuti perché spesso coloro che avevo accanto non erano in grado di capire, capire davvero, non far finta. Allora ho cercato conforto in chi ancora non mi conosceva e non aveva niente da rinfacciarmi, niente con cui penetrare il mio fragile scudo.

04 aprile 2011

Le mie favole di bambina


Vivo in un mondo che si diverte anziché cercare di essere felice.
E tra felicità e divertimento c’è un abisso.
È un mondo che si accontenta e gira su se stesso per ingannare il tempo.
Vivo in un mondo di sguardi posti come interrogativi, provocazioni velate,
esagerazioni che si mordono la coda a vicenda.
Un mondo semplice, forse. Meno ingenuo e più facile…che diventa complicato proprio per questo.
Che si mette poco in gioco perché è il primo ad aver paura.
Vivo nel mondo degli adulti…ma preferisco tenermi stretta le mie favole di bambina.