26 gennaio 2011

Fuochi d’artificio


Orfani dello stesso sole, ascoltavamo perplessi la melodia del silenzio. La luce opaca dei lampioni illuminava i nostri volti malinconici prima che il solito incrocio ci dividesse, ci dividesse per sempre. Questa è l’ultima immagine che ho di noi. Oggi tutto è cambiato, distanze abissali ci separano e nuove consapevolezze si fanno largo confondendosi con quelle idee radicate nella memoria. Oggi tutto è cambiato, è giorno di festa e con piacere mi lascio trascinare dall’esuberante folla. Quando comincia lo spettacolo pirotecnico per cui l’intero paese si era riunito, dentro di me sento un forte sussulto

20 gennaio 2011

Come la sindrome dell'arto fantasma



È un po’ come la sindrome 
dell’arto fantasma: 
so che non ci sei, 
ma sento comunque la tua presenza.

17 gennaio 2011

Una piccola insignificante parola

La paura io l’ho conosciuta e da quando ha fatto il suo ingresso improvviso nella mia vita non se n’è più andata. Ha calpestato tutte le piante del mio orticello poi ha preso una sedia e si è messa in un angolo. Mi scruta di continuo, pretende stia sempre in guardia. La paura io la odio. È la mia peggior nemica. È l’ombra che dietro le spalle trattiene il passo. È il nulla oltre la siepe. È il balbettio di emozioni interrotte. La paura io…vorrei combatterla, soffocarla, distruggerla e l’unico modo che ho trovato e che per un po’ riesce a tenerla lontana è questo…scrivere, perché su un foglio bianco, non è altro che una piccola parola insignificante e le piccole insignificanti parole non possono far male.

11 gennaio 2011

E come limite...le Stelle!


“Da qui cominciano i ricordi: io con te dentro volo e tu mi sentirai passare. Se devi andare, vai, fai prima che puoi. No, non ti voltare. Da qui fotografo i ricordi…”
Insiste Biagio Antonacci con le sue parole quasi ciniche per me, con cui prolunga la distanza da quegli attimi che fuggono e che non si possono più vivere.
Non ci credevo all’amicizia tra uomini e donne, sai? Credevo non fosse possibile. Credevo che, prima o poi, uno si sarebbe innamorato dell’altra e, allora, tutto sarebbe andato distrutto, annientato con una semplicità unica. Poi ho conosciuto loro e ogni mio minimo pensiero non poteva che essere smentito da una realtà che negava tali preconcetti mentali. Eppure il presente è ricoperto di foto.

07 gennaio 2011

Il più bugiardo tra i sensi

Mentre fuggo dal disordine, intrufolandomi tra i pensieri, cerco di raccogliere i brandelli di esperienza abbandonati lunga la via. Con questi mi cucirò un nuovo abito che terrò sempre addosso anche se so che probabilmente nessuno ci farà mai caso. In fondo l’essenza dell’anima è terribilmente invisibile agli occhi. Occhi che spesso si rivelano ciechi, capaci di vedere soltanto l’apparenza. A volte, forse, sarebbe meglio chiuderli, ascoltare il tremore incostante delle corde del cuore, assaporare il dolce retrogusto che nasconde ogni frangente, sfiorare la superficie tondeggiante della coerenza, respirare l’aria familiare dei luoghi che pensiamo appartenerci…vivere… senza dover essere costretti a giudicare, interpretare e fantasticare seguendo gli abbagli e i miraggi del più bugiardo tra i sensi.