27 aprile 2011

L'arcobaleno dei miei giorni


Ho sempre considerato la mia stanza un rifugio sicuro nel quale nascondermi quando il mondo gira troppo velocemente per essere seguito, un rifugio nel quale riesco a fermare il tempo, come in una fotografia, per riflettere, pensare, capire, prima di buttarmi di nuovo a capofitto. Queste quattro mura mi hanno visto piangere, ridere, sognare, tremare, morire e poi risorgere dalle mie ceneri. In questi anni l’ho rivoluzionata più volte, è stata spesso lei la prima a pagare le conseguenze del mio umore instabile. Solo la mia scrivania, l’amica più fedele che ho, non l’ho mai spostata. È da sempre immobile, nello stesso angolo, per evitare di trovarmi disorientato, quando ho bisogno di lei e devo raggiungerla nel buio della notte per trovare conforto. Si affaccia su un oceano di frasi e foto che hanno rivestito tassello dopo tassello un’intera parete.
L’adoro perché su quel legno sbiadito ho dato vita a fiumi e fiumi di parole sussurrate ad aride pagine. Ho scritto così tanto che credevo che prima o poi avrei dovuto smettere perché sarei rimasto senza altri termini da consumare. Ho scritto perché è l’unico modo che conosco per tirare fuori il male che ho dentro, per renderlo innocuo. Per impedirgli di farmi paura. Solo così sono riuscito a tramutare valanghe in fiocchi di neve, tempeste in pioggerella, labirinti in biforcazioni. Mi è bastato aggiungere qua e là piccole esuberanti tracce di allegria e gioia per star meglio, sperando di provarle davvero quelle emozioni prima o poi. Oggi, invece, che mi trovo nell’arcobaleno dei miei giorni, e il sole si è insinuato illuminando tutto ciò che prima era velato dalla malinconia, la penna tace. Non mi era mai successo. Mi sono seduto e ho frugato in tutti i diari, i quaderni e i fogli senza trovare risposta. Poi ho guardato la parete e ho notato come nelle ultime foto ci sia un dolce sorriso sulle mie labbra. Lì ho capito tutto: la felicità non si può raccontare, soltanto vivere.

26 commenti:

Costantino ha detto...

Anch'io ho una vecchia scrivania,già di mio nonno, che risale ad una ottantina di anni fa, e che mi ha sempre accompagnato.
Un punto fermo,un simbolo.occorre proprio.

Joe Black ha detto...

Marcello, la felività, come ogni sentimento la devi vivere epoi raccontarla. I sogni son cosa diversa. E credimi, non esistono frasi già fatte o termini da inventare, quando arriva è lei che rema nel tuo oceano mentale, portandoti a descrivere scogli e tive e vele. E' come l'odio o il dolore vero...in ogni cosa ke scriviamo c'è sempre più d'una piccola parte di noi e quella appartiene al vissuto!
Bella la tua stanza, cerco d'immaginarla, ma ancor più bella è l'anima tua quando dici che scrivere t'aiuta a tirar fuori "il male" ke c'è dentro. E quello alberga in tutti noi!
Buona serata, Marcello e....sai ke ti dico....mi piace il tuo sorriso :)))))!!!!!!!
Elisena

sonoqui ha detto...

Ciao Marcello,tutti noi abbiamo la nostra
musa ispiratrice. La Tua, è una stanzetta che
accoglie tutte le tue emozioni e tu le trasformi
con grande maestria in parole. Ma non ti crucciare se adesso un sorriso di gioia non
puoi desrciverlo, l' importante è provarlo.

Buona serata
Gina

Farfallalegger@ ha detto...

Ed io ti auguro di cuore che la felicità che provi ora duri tutta la vita! Ciao

lucia4512000 ha detto...

Sì vero...quando siamo tristi o angosciati ....scrivendo buttiamo fuori tutto quello che ci opprime, almeno in parte,invece quando si è sereni non sentiamo questa necessità.
Marcello goditi questo momento, pensa ai motivi di questa tua conquistata serenità e falli tuoi per ripensarli nei momenti di "poca luce".Buon cammino. Ciao.

Giusy ha detto...

Non si può e non si vuole descrivere la felicità. Non si può per il motivo che hai detto, poiché va vissuta. Non si vuole perché ne siamo gelosi, gelosi di qul piccolo ma intenso raggio di sole che riscalda i nostri giorni. Se ci pensi, quando soffriamo, andiamo in cerca di chiunque possa provare per noi un po' di compassione e che non ci faccia sentire soli con la propria sofferenza; quando invece siamo felici, vogliamo condivivere questa gioia al massimo con le poche persone che realmente amiamo. E con queste non è necessario andare alla ricerca di parole per descrivere la propria felicità: esse hanno la fortuna di vederla ogni istante dipinta nei tuoi occhi e nel tuo sorriso. :)

I am ha detto...

La felicità è essere presenti a se stessi qualunque cosa facciamo, almeno per me. Quando sono presente a me stessa non riesco ad essere infelice o preoccupata.
Bel post.

Marcello Affuso ha detto...

@Costantino:è vero ci sono degli oggetti, dei mobili di cui non possiamo proprio fare a meno.
@Joe Black:credo che della felicità si possa scrivere solo con malinconia e non sul momento. Anche perchè quando scrivi tendi a razionalizzare, e quando sei felice non è il caso :-)
@Sono qui:è il cruccio più bello che si possa provare credo :-)
@Farfallaleggera:auguro anche a te lo stesso
@Lucia:si scrivere è un bisogno, un salvagente e uno sfogo,tutto il resto è vita.
@Giusy:la felicità crea la dipendenza più bella che c'è :-)

Marcello Affuso ha detto...

@I am:hai una visione molto particolare della felicità, magari un giorno potresti scriverne così che ne possiamo riparlare.

liberamentesemplice ha detto...

Marcello la tua musa ispiratrice è la vita, è lei che racconti, è di lei che scrivi...nei momenti tristi è vero si cerca catarsi attraverso lo scrivere..un buttare fuori il nostro malessere, le nostre paure e dubbi..ma anche in tempi felici è bello scrivere..un condividere con il mondo la gioia.
Ti auguro di scrivere fiumi di serenità e felicità.
Un abbraccio
Vera

Kylie ha detto...

Ognuno ha un suo rifugio che adora e dove sta meglio. Per me un tempo è stata la mia camera e ora è la mia casa.

Un abbraccio

mammaw72 ha detto...

Tutti abbiamo bisogno di un posto dove ritrovarci ma dobbiamo avere anche un buon spirito di adattamento pensa se ti capitasse di lasciare per un periodo forzatamente tutte le tue cose.... dove andresti a riflettere? A me è successo e non è stato facile ma mi è servito molto perchè ho capito che i miei pensieri potevano trovare spazio in qualsiasi posto e che nessun oggetto aveva poi molta importanza in fondo bastava che ci fossi io. Buon Week End e grazie per il tuo passaggio.

Mr.Loto ha detto...

E' vero; di solito si tende a scrivere nei momenti più difficili proprio perchè vedere i propri pensieri nero su bianco aiuta a comprenderli meglio, a definirli, ad ordinarli. La felicità, invece, và semplicemente assaporata, senza il bisogno di alcuna comprensione.
Un saluto e buon fine settimana,

Marcello Affuso ha detto...

@liberamentesemplice:le esperienze sono fonte infinita di ispirazione, oltre che lezioni di vita, spero di trarre il meglio da questo splendido periodo, se saranno fiumi di parole ad accompagnarmi o un dolce silenzio non importa.
@mammaw72:concordo, infatti a volte scrivo sul blocknotes all'università senza alcun problema, l'importante è segnarle sempre le sensazioni e le idee.
@Mr.Loto:per me la felicità si può scrivere solo quando non la si prova più,e in quel caso è ricoperta di malinconia.

paroledigas ha detto...

Ogni tanto serve scendere da questo treno in corsa, approfittare di una fermata quando il cartello che indica la stazione è quello con il nostro nome.
E scrivere è il miglior modo per farlo, per regalarsi tempo tra le nostre cose, i nostri pensieri e la nostra musica.
Quello che mi piace delle tue parole, adesso, è che hai saputo trovare le tue parole anche quando sentivi di non averne e c'era un perchè. Perchè la felicità non ne ha bisogno, è vero, può farne a meno. Anche perchè quando non ci facciamo troppe domande, si lascia sempre stringere un po' di più...

Marcello Affuso ha detto...

Ci sono tante situazioni e tanti ricordi a cui attingere, basta voltarsi o fermarsi un attimo perchè si spalanchino enormi finestre sull'anima, e la penna non può tacere.

Rory ha detto...

La felicità per me è fatta di attimi che vanno vissuti in pieno. Credo sia vero che tristezza e malinconia facciamo "parlare di più la penna", lo scrissi anch'io tempo fa. Ho anch'io una vecchia scrivania di famiglia che ora è diventata il mio tavolo da cucina e di momenti felici ne ha visti parecchi.
Ti posso dire che per ora la mia penna non tace ancora! :-)

Laura ha detto...

Ciao Marcello che bello il pezzo. Soprattutto quando dici che la felicità è solo da vivere. Complimenti per il post e per il blog, ti seguo!

Astronauta. ha detto...

Ciao Marcello!
Grandissimo, mi è piaciuto molto il pezzo che hai scitto.
Ho trovato scritto su un diario di alcuni anni fa: "E' tanto che non scrivo, ora mi sento bene e non ho bisogno di scrivere. Spero di non scrivere per tutta la vita."
Rileggendolo mi sono commosso e ho ricordato i tormenti che mi avvolgevano.
Ora, come hai letto sul blog, scrivo per il semplice piacere di scrivere e perchè mi fa sentire bene.
Credo di aver affrontato i mostri che mi inquietavano allora.
Scivere, adesso, indipendentemente dall'essere felice o meno, mi è diventato come una droga e non potrei davvero rinunciarci, è
uno sfogo e un evasione dalla realtà che (secondo me) tutti dovrebbero avere.
Ciao. Tornerò a trovarti.

Marcello Affuso ha detto...

Grazie a tutti :-)

akumassf ha detto...

Ciao Marcello!
Volevo ringraziarti per essere passato a trovarmi! Ora che ho scoperto il tuo (vostro) blog magari ogni tanto passo! E anche tu sei il benvenuto

Elettra ha detto...

Giusto tributo ad una stanza che ha raccolto tante emozioni e tanti sentimenti!!!!

Grazie per la visita!!!!

chaillrun ha detto...

Oggi che ti ritrovi nell'arcobaleno dei tuoi giorni, con la felicità che ti da forza e spensieratezza .. bé non parlo per te, ma fosse per me guarderei al passato, a quei giorni malinconici senza rimpiangerli, ovvio, ma forse anche un po' grata: perché indubbiamente m'avrebbero aiutata a essere quello che ... sei tu oggi: felice, beatamente perso nel tuo arcobaleno.
E il fiume di parole ce l'hai dentro, si percepisce :))
Un saluto e buona giornata.

dandelion67 ha detto...

La culla che ci accoglie...
eccomi qua..passo a passo leggerò..buona giornata..
Dandelìon

Angela ha detto...

Ciao Marcello,

grazie per essere passato dal mio blog. Ho dato uno sguardo veloce al vostro e mi piace molto, soprattutto l'idea di scriverlo a due. Il pezzo che hai scritto è molto profondo e hai ragione la felicità non si può descrivere, bisogna viverla :-)
Passerò sicuramente di nuovo di qui.
Un saluto!
Angela

Luigi ha detto...

la cosa che associo più direttamente alla mia stanza è la musica: il mio universo musicale è indissolubilmente legato alla mia stanza...
A presto

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