18 febbraio 2011

Quel tempo che non c'è


Un giorno ti chiederai dove finisce il tempo che non torna più.
Chi è il custode dei momenti andati.
Dov’è che ha segregato anche la più piccola follia.
Ti domanderai perché Morfeo ti continua a tormentare.
Perché ogni ricordo lo corregge, rendendolo ancora più speciale adesso che la sua presenza è addirittura impercepibile.
Chi è il ladro che ha rapinato la fortezza dei miei pensieri?
Pagherei qualsiasi cifra, lo giuro, pur di avere un solo attimo per ritornare lì, a quel tempo che non c’è.

8 commenti:

Giusy ha detto...

L'unica dimensione che ci appartiene è il passato e anche per questo rimpiangiamo sempre il tempo che non c'è più, perché è l'unica certezza che abbiamo.

Marcello Affuso ha detto...

L'unico giorno facile è ieri...

Jessica Mastroianni ha detto...

"Facile" no, perchè se lo fosse, probabilmente, proseguirebbe nell'oggi e nel domani.

ALESSANDRO (luigi) ha detto...

Penso che l'unica dimensione di nostra proprietà sia il presente; il passato è un ricordo, bello o brutto non importa, il futuro è invece storia scritta da qualche parte che accade inesorabilmente (fato): il presente è qualche cosa di più invece, è una camminata è una scelta è un respiro... è NOSTRO e ci appartiene :) il resto è sempre è comunque una serie di eventi che sono decisi dal destino... ci dobbiamo rassegnare :)

Jessica Mastroianni ha detto...

"Rassegnazione" è troppo brutta come parola.

ALESSANDRO (luigi) ha detto...

no non direi... tanto il passato non lo si può cambiare, e il futuro neppure visto che è tutto già scritto... possiamo cambiare solo le decisioni del momento, godendoci l'attimo in cui SIAMO, rassegnandoci a quello che saremo...

Jessica Mastroianni ha detto...

"Possiamo goderci l'attimo in cui SIAMO".
Hai detto bene.
Se si riuscisse davvero a concretizzare questo presupposto, sarebbe già una piccola grande vittoria.

ALESSANDRO (luigi) ha detto...

io dico sempre bene ;)mi conosci :) ... ciao!

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