11 febbraio 2011

Nel pozzo della tua anima


La fantasia spesso rincorre la realtà, quasi la sovrasta, la veste di abiti che non le appartengono per alleviarne il peso, talvolta insostenibile.
La traveste da sogno. 
Lo fa perché ogni attimo, così, appare migliore.
Sembra la via più breve e meno tortuosa per raggiungere la felicità.
Ma non esistono scorciatoie, non esistono scelte semplici e altre difficili, solo tattiche, bluff e conseguenze.
Serve fermarsi un istante, scavarsi dentro, avere il coraggio di andare a fondo.
E ogni risposta la trovi lì: riflessa nel pozzo della tua anima.

17 commenti:

Marcello Affuso ha detto...

Molte volte siamo dei vigliacchi..abbiamo la risposta a un passo da noi, ma preferiamo star fermi. La verità fa troppo male che la si deve sotterrare in qualche modo.

Jessica Mastroianni ha detto...

Però tante volte è meglio rifugiarsi nei sogni, piuttosto che arrendersi di fronte all'evidenza del presente.

Massimiliano ha detto...

Ciao Jessica.
E’ qui che ti aspettavo, furbetta! ;-)

E’ già la seconda volta, in pochi giorni!
Sei riuscita a dire due cose completamente opposte con la “convinzione” che siano entrambe vere.
Non possono essere entrambe vere perché si smentiscono a vicenda! Se cerchi l’approvazione di tutti è il modo sbagliato di ottenerla, semplicemente perché non c’è un modo giusto… è impossibile da conseguire e basta!
Insomma, sinceramente, ma chi è che credi di convincere? A occhio e croce solo te stessa, ma dire tutto ed il contrario di tutto non è produttivo, rende anche le disquisizioni più belle e raffinate semplicemente inconsistenti… anzi crederci sfocia veramente nell’assurdo! :-)

Perdona la franchezza, ma tu lo sai che sono mosso solamente dalla benevolenza e dalla ricerca incessante della verità delle cose, anche quelle che non si vedono perché non sono scritte.

A te la replica, madame! ;-)
(non si vede l’inchino, ma c’è)

Jessica Mastroianni ha detto...

Non capisco a cosa ti stia riferendo. Esplica il concetto e avrai le tue risposte.

Massimiliano ha detto...

Non mettere in atto stratagemmi, per favore, chi li conosce li riconosce. :-P

In questo post affermi che per mezzo della fantasia la realtà diventa sogno e che è un processo messo in atto per accettarla, diciamo perché fa comodo. Proprio perché fa comodo (e si vogliono evitare certe conseguenze) è necessario guardarsi dentro seriamente ed avere il coraggio di vedere la propria verità, quella nascosta in fondo dell’anima. Ok?
Marcello ha fatto una osservazione molto acuta e intelligente a riguardo.
La tua risposta? E’ meglio rifugiarsi nei sogni!
Non ci arrivi? In sostanza proponi una tesi, ti avvali della confutazione indiretta e la demolisci e poi affermi che era vera! :-)

La stessa identica cosa è capitata con il tuo penultimo post “Volere è potere. Potere è volare”.

Cito testualmente:

“Io non sono diversa e, quando non ho i tuoi occhi che vegliano su di me, sento come se mi mancassero quella stabilità e quelle certezze che tu mi dai. Ma prima di approdare nel rifugio sicuro della tua anima, sono andata così a fondo che ho temuto davvero di annegare”
“E poi… poi, quando proprio non ci credevo più, ho intravisto un’ombra che lottava insieme a me… e ho scoperto di non essere sola.”

Risposta ad un commento: “…io credo che quel supporto, più che negli altri, dobbiamo trovarlo dentro noi stessi…”

Idem al contrario: proponi una tesi, la convalidi totalmente e poi affermi che era falsa!:-)

Il profumo nuovo, come ti avevo scritto, nei tuoi post c’è, e le persone avvedute lo apprezzano e sostengono le tue argomentazioni (è evidente da certi commenti molto attenti)… ma lasensazione è che la prima persona a non crederci veramnte sei tu… e allora cominci a rimangiarti le parole e a negarle.

E’ un vero peccato, non credi?

Jessica Mastroianni ha detto...

Credo fermamente in ciò che penso e scrivo, altrimenti fermerei le mie dita molto prima.

Temo tu abbia frainteso qualcosa.
E' vero, la realtà è nettamente diversa rispetto ai sogni che ci proietta la fantasia, quindi, talvolta, forse involontariamente, ci rifugiamo in quella grotta segreta in cui tutto appare migliore.
C'è qualcosa di male? Assolutamente no.
Ma sarebbe ancor meglio se non avessimo bisogno di rifugi, se tutto fosse per come noi lo vorremmo.

Secondo punto.
Sta tutto dentro noi. Ma abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ce lo faccia capire. O, per lo meno, di qualcuno che ci aiuti a tirarlo fuori.

Spero di essere stata soddisfacente con le spiegazioni.

amica ha detto...

je concordo perfettamente!!!
se si legge semplicemente quello che scrivi si capisce benissimo il significato delle tue parole... non c'è bisogno di cercare di cogliere tra le righe quello che non hai voluto scrivere (perchè non per forza c'è).
quello che tu hai scritto non è in contraddizione con ciò che è stato scritto in precedenza.
bisogna capire che, a seconda dei momenti, hai più bisogno di rifugiarti nella tua fantasia e in altri senti il bisogno di dovere reagire ed affrontare la vita per quello che è; a mio parere nella vita di tutti noi questi 2 momenti si alternano perfettamente, ma non per questo siamo tutte persone incoerenti (come certa gente afferma).
P.S: oddio je ora mi sento davvero profonda come un "pozzo di scienza" ;)

Massimiliano ha detto...

Cara Jessica, è troppo comodo affermare che sono gli altri a fraintendere, credo che nella vita REALE (puntualizzo: reale, non quella che si svolge davanti ad un display) ogni giorno ti sia scontrata con situazioni in cui ti sei resa conto che tu fraintendevi ciò che gli altri fraintendevano di te… un circolo vizioso senza capo ne coda che ha un solo modo di essere interrotto: gli altri devono venire da te sventolando bandiera bianca. E l’anno fatto e lo faranno perché ci tengono a te anche se non è loro la colpa del fraintendimento.
E’ questo il punto: credi fermamente in ciò che pensi ma pensi due (o più) cose in contrasto fra loro contemporaneamente… magari lo fai inconsapevolmente, ma lo fai. Non puoi tenere un piede in due scarpe altrimenti le persone mentalmente attive lo percepiscono come volubilità di pensiero, inconcludenza, quindi non ti capiscono e si allontanano… le parole, come gli atteggiamenti, hanno effetto anche sulla realtà e tu dovresti saperlo molto meglio di me. Mi sto riferendo specificatamente alle CONSEGUENZE, che tu stessa citavi e che vorresti evitare gettando alle ortiche tattiche e bluff. Non è questione di rifugiarsi nella grotta: come hai pedantemente ribadito, la paura (anche in questo ambito) è energia. Mi permetto, però, di aggiungere: SE E SOLO SE viene data in pasto al coraggio. Il coraggio di essere, di dire, di agire. Se rifugiarsi nei sogni vuol dire fuggire dalla realtà allora sul campanello della grotta c’è scritto SCONFITTA.

Le spiegazioni le devi a te stessa! A nessun altro! Sei ti che devi risolverti. Io so che c’è molto di più dentro di te, di più di quello che traspare da tutte le cose che hai mai scritto! E’ la mia considerazione verso di te che mi spinge a farti presente certe cose, spero tu lo capisca. Tu, come ogni persona speciale, meriti di prendere la sterile luce del mondo e farla passare attraverso il cristallo (che ognuno ha dentro di se) per farla diventare un arcobaleno. La tua VOCE è di più che un allineamento di belle parole una dietro all’altra. E’ infinitamente di più!!!! E di questo che non ti rendi conto. Sei tu, con questi insensati conflitti che non permetti al tuo essere di spiegare COMPLETAMENTE le sue ali. Dipende da te realizzarti completamente ed essere FELICE! Altro che strada tortuosa…..

@ amica: mi fa piacere aver animato un po’ il blog. Le piccole pecorelle si impressionano dei sillogismi costruiti ad arte e non badano ai concetti (praticamente guardano senza vedere) restando abbagliate delle “illusioni ottiche”.
Se leggendo semplicemente quello che è scritto si capisce tutto allora ci sono due strade: o il testo è banale (e mi sembrerebbe offensivo nei confronti di chi l’ha scritto) o ci si sta comportando come tutte le persone che, omologandosi all’epoca contemporanea (ma direi piuttosto, e più correttamente, al pensiero comune) si fermano all’apparenza e non considerano l’essenza delle cose.

amica ha detto...

caro massimiliano,
rileggiamo assieme le tue stesse parole:
"piccole pecorelle" già di per sè è una piccola grande offesa che però non mi tocca perchè bisogna avere un poco di umiltà nel giudicare prima se stessi e POI gli altri.
" si impressionano dei sillogismi costruiti ad arte e non badano ai concetti (praticamente guardano senza vedere) restando abbagliate delle “illusioni ottiche”": non credere di essere l'unico che capisce e che riesce a vedere un pò più a fondo... sono parole molto presuntuose le tue!
"Se leggendo semplicemente quello che è scritto si capisce tutto allora ci sono due strade: o il testo è banale (e mi sembrerebbe offensivo nei confronti di chi l’ha scritto) ": un testo chiaro non è necessariamente banale ma seplicemente è la bravura di chi lo scrive a riuscire a trasmetterti tutto il suo pensiero nel giro di poche parole, non è obbligatorio andare a trovare un pretesto per criticare; che è quello che, a quanto pare, tu stai facendo.la vera offesa sta nelle tue critiche e non in ciò che pensi che io abbia pensato.
"o ci si sta comportando come tutte le persone che, omologandosi all’epoca contemporanea (ma direi piuttosto, e più correttamente, al pensiero comune) si fermano all’apparenza e non considerano l’essenza delle cose."... un applauso all'uomo più profondo, più sensibile e più coerente dell'universo! ma ti sei letto? da quello che dici, ti senti l'unico uomo portatore di verità assoluta... ci vuole un poco di umiltà ogni tanto per potersi rapportare agli altri e rendersi conto dei propri limiti.

Marcello Affuso ha detto...

Intervengo anche io ovviamente...tralasciando le polemiche metafilosofiche/trascendentali sull'essere, il non essere, e il "forse, ma anche no", spezzo una lancia a favore della mia collega. Il perchè è semplice: la coerenza dei testi che scriviamo non va rapportata in alcun modo nè ai commenti,nè alla realtà perchè sarebbe un tentativo vano di trovare verità assolute in concetti dall'ampio raggio di interpretazione. Detto ciò i testi sono anche scritti in status emotivi diversi e per un pubblico, non per se stessi, e quindi non rispecchiano necessariamente i sentimenti, le ideologie e le emozioni della penna.

Massimiliano ha detto...

Sentite ragazzi voi ce l’avete con me, ma io non ce l'ho con nessuno di voi. Io non vi ho mica tirati in causa. L’avete fatto voi. State calmi, per carità! La calma è la virtù dei forti, mica bisogna mettere in piedi un tragedia greca.
Ripeto: io non ce l’ho con assolutamente con nessuno! Arrivate in fondo alla pagina e forse ve ne renderete conto.

@ amica: non ho cominciato io. Sei tu che mi hai giudicato senza minimamente conoscermi, sei tu che non conosci neanche l'indirizzo dell'umiltà, "pozzo si scienza". Giudicare gli altri è sempre sbagliato anche se prima si è giudicato se stessi. Io non giudico, faccio constatazioni. Io non sono certa gente! “Certa gente” sarai tu (che tra l'altro neanche il nome hai il coraggio di mostrare... sono tutti buoni amici senza rischiare niente) e quindi, se proprio ci tieni, aggrappati all’affronto, anche se dici che non ti tocca; così siamo pari.
Se proprio vuoi leggerci una critica allora, se proprio una cosa alla quale non puoi rinunciare, consideriamola tale. Ma nelle mie intenzioni è costruttiva, non fine a se stessa come vi affannate a sbandierare: a me non ne viene NIENTE in tasca, non ho assolutamente bisogno di aver ragione. Non è per questo che ho iniziato questo discorso e che ora, visto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, finirò. Se non si riesce a capire questo...

@ Marcello: le polemiche le vedi tu. Io ho esposto i fatti, ho analizzato quello che c'è scritto, ma parallelamente (ed è questo quello che veramente ha importanza) quello che si può toccare nella realtà, quello che una persona sta vivendo giorno dopo giorno nei rapporti con le persone che gli stanno attorno e con l’io interiore.
Forse non riesci a capirlo, non perché non sei in grado, ma perché forse non hai avuto la possibilità di renderti conto di alcune cose.
Tu parli di basi solide, di soffi di vento, di egoismo, di sconfitte, di passarsi una mano sulla coscienza. Prova a pensarci bene e ti accorgerai che quella mano e quella coscienza non è certo la mia. Io non mi sto occupando di me stesso, ne ho mai preteso che qualcuno si occupasse di me e delle mie questioni al posto mio.

Massimiliano ha detto...

Purtroppo la situazione non è ottimale, ci sono delle questioni lasciate sul tappeto in attesa di essere affrontate. Non varrebbe la pena smuoverle se queste non fossero fonte di malesseri, tensioni interne… insomma di vera e propria sofferenza. Mi sembra evidente questo. Io l'ho fatto presente perché so che certe cose più le lasci li più è difficile liberarsene una volta che si prende la decisione di farlo. Anche il solo fatto di decidere implica una grande forza, una forza enormemente più grande di quella di rifugiarsi nei sogni e nelle speranze, lo posso testimoniare. Io so cosa vuol dire trovarsi periodicamente nel panico e dover andare, per prima cosa, contro se stessi per potercela fare. Andare contro se stessi è la cosa più difficile che si possa fare, la cosa più ingiusta perché l’io interno si ribella e scalpita fino ad arrivare a sabotarci… non solo nei pensieri, ma nelle azioni, nella realtà, sulla nostra pelle! E allora cosa rimane di noi? Solo l’infelicità… periodica, inframezzata da periodi di euforia sognante in cui tutto SEMBRA possibile…. ma che inevitabilmente dura fino allo scoglio successivo. Il baratro, in fondo, sappiamo che prima o poi arriverà… anzi spesso sappiamo in anticipo anche quando arriverà. Quella non è vita… io me ne sono reso conto molto tempo fa. Quella è una situazione in cui non si sta facendo altro che affogare la propria anima. In un contesto simile è facile perdersi e non più ritrovarsi… io sono stato fortunato (più che altro abbastanza forte da crearmi questa fortuna): a me non è successo ma a molte, a troppe persone, questa cosa succede e da certe cose non si torna più indietro, le si paga caro per tutta la vita… le paghiamo noi e, di conseguenza, le persone che amiamo.
Se non ci sarà un cambiamento di rotta questi problemi rimarranno li. Un giorno, sbattendoci sempre di più il naso, crescendo e maturando sarà evidente anche a chi non vuole togliersi la benda e affrontarli. Spero con il cuore che non sarà troppo tardi e che i patimenti non siano troppo grandi nel tempo necessario per arrivare a quel giorno. Tengo a precisare che affrontarli non vuol dire scappare, ma capire qual è la propria strada e avere la determinazione e la forza di volontà di seguirla. Se sarà la strada giusta allora tutto diventerà come per incanto possibile e a portata di mano… si raggiungerà uno stato mentale in cui si sentirà veramente l’universo scorrere nelle vene! Ci si guarderà indietro e non si potrà fare a meno di dire: -“ma quanto stupido sono stato a non farlo prima?”-. Forse spiegare certe cose non ha senso, bisogna viverle per farle veramente proprie… non so cosa dire io ho provato a condividerle con una persona alla quale avrei voluto risparmiare molte cicatrici. Se vuole a tutti o costi andare a procurarsele, fatti suoi.
Forse non è evidente a tutti il mio intento, forse non verrò capito e approvato, anzi verrò sicuramente colpevolizzato e condannato duramente… è accaduto e accadrà sempre così: il bene non viene sempre capito e viene scambiato con il male da chi non lo sa riconoscere, da chi (per motivi che possono essere anche validi, per carità) non lo vuole riconoscere. Purtroppo è così, bene e sincerità generalmente fanno troppa paura e si preferisce distruggerli piuttosto che sfruttarli a proprio vantaggio.
Spero che, al di la di tutto, nell’unica persona alla quale DEVE importare di se stessa qualcosa sia rimasto e che riesca a leggere fra le righe la sua verità.

Massimiliano ha detto...

"Detto ciò i testi sono anche scritti in status emotivi diversi e per un pubblico, non per se stessi, e quindi non rispecchiano necessariamente i sentimenti, le ideologie e le emozioni della penna. "

Insomma stai affermando che non scrivi per far emergere, per dar VOCE, alla parte più vera di te ma lo fai per il gusto di scrivere e perché gli altri ti elogino. Insomma scrivi un nulla rivestito di tante belle e nobili cose. Mi sa tanto che dovresti rifletterci un po’ su… non hai le idee chiare su quello che stai facendo. C’è una grossa differenza fra essere scrittori e cantastorie.

MATTEO ha detto...

NON è CHE STAI FACENDO TUTTO CIò PER ATTIRARE L'ATTENZIONE DI JESSICA?

Marcello Affuso ha detto...

C'è differenza tra "farlo per il gusto di fare" e "non rispecchiarsi sempre in ciò che si scrive", una differenza enorme...
Perchè sarebbe come affermare che un romanziere la vede come l'assassino del suo libro! Scrivere è un'arte complessa che esprime la polifonica voce dell'anima, richiede introspezione e ingegno espressivo ma allo stesso tempo è figlia della fantasia e del momento. Tra l'altro noi collaboriamo nella stesura dei testi quindi c'è sempre l'eco, lo zampino (in senso positivo :-p) dell'altra persona

Marcello Affuso ha detto...

Per quanto riguarda la risposta che hai dato nell'altro commento, io non ce l'avevo con te, ma con tutte quelle persone che soffrono di una forma grave di vittimismo che le preclude l'azione concreta a discapito del solo buttare fango sui "colpevoli"

amica ha detto...

caro Massimiliano,
ti chiedo una cortesia:abbi rispetto del tempo altrui!
io, così come credo molti altri, mi collego e vengo a leggere il blog quando ho qualche minuto per potermi rilassare, non ho la possibilità (nè la voglia) di perdere tutto questo tempo a leggere le tue infinite polemiche.
desidero, inoltre, ricordarti che la capacità di riassumere i concetti è caratteristica indispensabile per una buona comunicazione.
aspetto, quindi, il sunto del tuo pensiero, altrimenti sventolo bandiera bianca perchè non posso perdere il tempo dietro a tanti giri di parole forse inutili.



a Matteo: sei stato breve, semplice, chiaro e coinciso.
sono d'accordo con te!
bravo! ;)

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