21 febbraio 2011

Dove tutto trova un senso


I vagoni della metro dell’ultima corsa hanno uno strano fascino. Accolgono su sedili scomodi e sporchi poche anime stanche di ritorno dal lavoro, dannatamente affamate di vita. E le conducono quanto più vicino a casa dove tutti gli sforzi troveranno un senso, dove quella fame verrà finalmente saziata. La fastidiosa luce intermittente di un neon sembra aver capito tutto. Il suo spegnersi e accendersi in continuazione è la metafora perfetta di questa esistenza tra alti e bassi. Tra buio e luce. Giorno e notte. Sfioro con lo sguardo ingenuo quelle persone e… un po’ le invidio. Le invidio per la loro capacità di sopportare in silenzio.
Loro che a differenza mia, che inseguo ancora i miei sogni adolescenziali, hanno conosciuto l’arroganza del mondo, quell’oscurità senza forma né sostanza, ma non si arrendono, nonostante ci siano mille e più motivi per farlo. I vagoni della metro dell’ultima corsa hanno uno strano fascino. Accolgono su sedili scomodi e sporchi poche anime stanche di ritorno dal lavoro, dannatamente affamate di vita. E le trascinano lontano della quotidianità dove le aspetta un sorriso o un pasto precotto accompagnato alla speranza di un domani migliore.

2 commenti:

Jessica Mastroianni ha detto...

"Sfioro con lo sguardo ingenuo quelle persone e… un po’ le invidio. Le invidio per la loro capacità di sopportare in silenzio."

Io le invidio anche per la loro capacità di sopportare IL silenzio.

Sara ha detto...

Ciao!
Ho letto il tuo commento sul mio blog e son venuta a dare un occhiata..
Wow.. che bel modo che hai di scrivere.. mi piace davvero tanto, sia tu che Jessica e visto che vi trovo qua tutti e due.. complimentoni!!
Ciao a tutti e due e a presto!

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