29 dicembre 2010

Voglio tutto da questa vita



Un nuovo anno è alle porte, bussa per farsi aprire ed entrerà anche se nessuno gli concederà il permesso.
È pronto.
È pronto ed è giusto accoglierlo nel migliore dei modi.
Ma è anche lecito pretendere qualcosa da lui:
che sappia emozionare e far ridere di gusto. Che sappia esserci e non dissolversi in fretta.
Che sia ricco. Ricco di sentimenti, di speranze, di soddisfazioni e di vittorie.
Che sia generoso e regali serenità. Che sia tutto e il contrario di tutto.
Che sia addirittura incoerente se può servire, ma non noioso.
Che renda capaci di stupire e capire. Guardare e vedere. Sfiorare e toccare. Percepire e sentire. Cercare e trovare.

21 dicembre 2010

Un oceano di nuove speranze

Queste settimane che precedono la fine dell’anno sono come enormi balconi che affacciano su tre giardini i cui sentieri si biforcano: presente, passato e futuro. È tempo di bilanci, di stupidi calcoli. Ultimamente mi succede così spesso di farne, che quasi ogni occasione è buona. Buona per una mente che sente la necessità di resettare tutto, di ripartire con un maggior slancio e, quindi, si costruisce, dal nulla, trampolini da cui tuffarsi in un oceano di nuove speranze. 
L’altro giorno camminavo per le vie del centro un po’ imbronciato. Stavo per tornare a casa, ma poi ha cominciato a nevicare e mi sono messo al riparo sotto un porticato. Un jazzista sulla strada di fronte ha cominciato a suonare accennando “Jingle bells”. Mi sono guardato intorno e mi sono sentito uno stupido.

17 dicembre 2010

Ma tu dove sei?

Sarò lì ogni volta che ne avrai bisogno.
Sarò un pensiero lontano, un ricordo smarrito.
Ma non sarò mai troppo distante da non far sentire quanto è forte la mia presenza.
Sarò lì, a leggere in quegli occhi un’emozione che non saprai a chi svelare.
Cercherò il consiglio per sconfiggere quel dubbio che t’intralcia il cammino.
Sarò lì, nel silenzio in cui troverai risposte e in quello stesso silenzio ti farò compagnia.
Sarò un abbraccio quando la solitudine ti verrà a trovare.
Sarò una lieve luce quando ci saranno le tenebre a farti paura.
Sarò un errore. Un errore a cui rimediare. Uno di quelli da cui s’impara una lezione.

09 dicembre 2010

Attimi


Attimi. Bastano attimi.
Attimi indecifrabili in cui è facile perdersi senza poter più ritrovarsi.
Attimi folgoranti e interminabili che lasciano cicatrici profonde sulla pelle e nel cuore.
Bastano loro a stravolgere tutto ciò che è stato e che, per forza di cose, non potrà più essere.
Bastano loro a mettere i bastoni tra le ruote a quella quiete che, per vendicarsi, pretenderà la tempesta.
Pretenderà tuoni, lampi, urla…
Urla di disperazione. Di rabbia.
Di delusione, mentre si guarderanno le proprie mani inermi, troppo piccole per poter cambiare questa realtà spesso cinica e crudele.
È troppo fioca la luce della speranza quando accadono drammi come questo.
È debole, non ha “perché” a cui affidarsi per restare viva. Quei perché utili a trovare la spiegazione che non c’è.

06 dicembre 2010

Indescrivibile poesia

Mentre dolcemente riposi accanto a me, ti guardo, stupendo raggio di sole del mattino, e ti accolgo nella mia vita. Ti stringo. Tu mi accarezzi il viso, mi sorridi. Ed è così strano! Ho sfiorato tanto a lungo l’idea che in un futuro avrei potuto essere felice, da dimenticare che esisteva un presente e che andasse vissuto. Poi sei arrivata tu a ricordarmelo, colmando i miei vuoti con interminabili attimi di magia. Con te ogni silenzio, ogni parola, ogni rumore è indescrivibile poesia. E, anche se non riesco minimamente a immaginare questi passi dove mi condurranno, ho deciso: è insieme a te che li percorrerò.

02 dicembre 2010

Sogni di cartapesta

Se i miei sogni dovessero rivelarsi di cartapesta, faticherò per renderli più solidi e sicuri, li rivestirò di cemento.
Impasterò impegno e sacrifici, ma non mi arrenderò e non permetterò a nessuno di distruggerli.
Se dovessero essere solo pure fantasie, tornerò bambina e imparerò a disegnare per scoprire nelle mie mani il mondo che continuamente rincorro.
Se le mie forze non dovessero bastare, mi farò aiutare dalle mie debolezze a trovare la stabilità che non ho.