02 dicembre 2010

Sogni di cartapesta

Se i miei sogni dovessero rivelarsi di cartapesta, faticherò per renderli più solidi e sicuri, li rivestirò di cemento.
Impasterò impegno e sacrifici, ma non mi arrenderò e non permetterò a nessuno di distruggerli.
Se dovessero essere solo pure fantasie, tornerò bambina e imparerò a disegnare per scoprire nelle mie mani il mondo che continuamente rincorro.
Se le mie forze non dovessero bastare, mi farò aiutare dalle mie debolezze a trovare la stabilità che non ho.

Se le certezze mi si dovessero polverizzare sotto i piedi, starò attenta a dove poggerò i miei passi, calpesterò solo i terreni che la mia ragione fiuterà come concreti. 
Abbandonerò le utopie che non portano a niente. 
Tenderò a fidarmi meno degli altri e più di me stessa.
Se il mio coraggio dovesse iniziare a barcollare, cercherò un alibi per fornirgli la resistenza di cui necessita.
Se dovessi accorgermi che non sto facendo altro che credere nel nulla, farò di tutto perché quel nulla prenda forma e diventi ciò che io voglio.
Se dovessi imbattermi in porte chiuse, non mi fermerò ad aspettare che si aprano perché il tempo scorre e non attende certo me: mi vestirò di pazienza per cercare la mia strada. La troverò!
...e se le mie aspettative dovessero essere troppe o troppo poche, raccoglierò le briciole delle mie pecche finchè, anche con quelle, non riuscirò a costruire qualcosa di nuovo e altrettanto grande e forte. Perchè è sbagliando che s'impara.

8 commenti:

Capitano Nemo ha detto...

Ciao Jessica.
Io ho imparato, o meglio, sto imparando che nel momento in cui si fa una promessa si stanno già gettando le basi per disattenderla. E quando ci si accorge aver tradito se stessi non si può fare a meno di domandarsi “ma come ho fatto ad essere così cieco? ma come ho fatto a non accorgermene? ma io, chi sono?”.
I sogni sono la più alta concezione di noi stessi, tentare di raggiungerli il nostro legittimo compito, forse la nostra ragione di vita. Ma possiamo fidarci di noi stessi? Certo, bisogna difendersi dal mondo, dagli altri… ma se il nessuno, pronto a distruggerli (o quantomeno a insidiarli), fosse in agguato dentro di noi? Io l’ho capito “dopo”. Dopo è già troppo tardi, ma “prima” era impossibile farlo, era semplicemente inconcepibile.
E’ vero che il tempo passa. Bisogna trovare la propria strada. Capita, però, di trovarsi di fronte ad un bivio e, dopo aver fatto pochi passi lungo una diramazione (giusta o sbagliata, chissà?) sentirsi perduti.

Jessica Mastroianni ha detto...

Credo che tutto dipenda da quanto questi sogni siano fondamentali per noi, da quanto ci crediamo, da quanto ci rappresentano.
Non mi prometto nulla, mi creo solo buoni propositi che magari saranno utili, magari no, dipende tutto da quanto ci si mette in gioco. Da quanto si è disposti a farlo.
I sogni sono la nostra essenza.
C'è un aut-aut che divide le strade:
ESSERE o ACCONTENTARSI.
Inutile spiegare quale vorrei intraprendere, lo sai già!
;-)

Giusy ha detto...

è proprio vero , i sogni sono la nostra essenza. E solitamente quelli in cui più crediamo sono proprio i più effimeri, quelli fatti di cartapesta. Ma noi abbiamo il diritto e il dovere di fare di tutto per renderli più solidi, lo dobbiamo a noi stessi, perché senza di essi non avrebbe poi tanto senso vivere.

Jessica Mastroianni ha detto...

Certo Giusy, oserei dire che sono proprio loro che ci tengono in vita. ;-)

Capitano Nemo ha detto...

Io non sto mettendo in discussione i sogni e la loro importanza. E non dubito neanche dei tuoi buoni propositi. Anzi la tua insolita capacità di credere incondizionatamente, la tua fede nell’essere, la tua lucida coerenza, sono senz’altro da ammirare e da prendere come esempio.
E quando ti parlo dei miei errori non è per dirti che stai sbagliando o che sbaglierai, ma per cercare di restituirti una piccolissima parte delle esperienze dell’animo umano che tu generosamente condividi.

Quello che ti ho detto a me è successo. E per me, sbagliare, non ha significato cambiare i miei sogni. I miei sogni sono rimasti esattamente gli stessi, ci confidavo allo stesso modo. Ma allo stesso tempo ero io che, gradualmente, giorno dopo giorno, anno dopo anno, avevo assunto dei comportamenti non adeguati a perseguirli. Come nella storiella della rana bollita, ero inconsapevole della mia sventura.

CHI TI VUOLE BENE. MAMY ha detto...

OGNI VOLTA CHE TI LEGGO L'EMOZIONE MI STRINGE IL CUORE.IMPEGNO, SACRIFICIO E STIMA DI TE STESSA, QUESTO E' QUELLO CHE NON TI DEVE MAI MANCARE...RICORDALO.TI MANDO UN GRANDISSIMO BACIO.

Marcello Affuso ha detto...

L'importante è non riuscire, ma provarci..ci sono tante cose su cui non possiamo avere il controllo, su tutto il resto siamo noi i padroni!

Jessica Mastroianni ha detto...

=) :D ;)

Marcello,
"l'imprortante NON E' riuscire", vorrai dire. In ogni caso, ovviamente, oltre il tentare dovrebbe esserci il frutto della fatica e del lavoro svolto, altrimenti è come se fosse stato tutto inutile.
E, di conseguenza, corri il rischio di non metterti più in gioco per paura di non farcela.
Deponi le armi, ti arrendi...e questo tante volte è l'errore più grande che commettiamo.

Capitano Nemo
(che prima o poi magari chiamerò per nome :-P), buonasera!
Sai cosa credo?
Che talvolta ci affidiamo a sogni troppo più grandi di noi e molto spesso è più soddisfacente rincorrerli che tenerli in pugno perchè forse, una volta raggiunta la meta, non sai più dove andare, non hai più direzioni e questo fa paura.
Probabilmente non ci sono sogni così impossibili, ma solo sogni che crediamo irraggiungibili, o meglio, RENDIAMO irraggiungibili, per timore di non saper poi cosa fare, cosa desiderare, a cosa aspirare...
Io non so i tuoi riferimenti a cosa siano attribuibili, potrei farmi un'idea ma non sarebbe quella giusta e quindi non troverebbe l'accordo con la tua esperienza.
Però mi piace tanto una cosa che hai scritto:
"per me, sbagliare, non ha significato cambiare i miei sogni".
Sbagliare dovrebbe cambiare noi, piuttosto, per renderci più ambiziosi e tanaci, per darci la spinta di cui necessitiamo per trovare ciò di cui incessantemente siamo alla ricerca.
E' importante però, che anche cambiando, rimaniamo comunque noi stessi.

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