09 dicembre 2010

Attimi


Attimi. Bastano attimi.
Attimi indecifrabili in cui è facile perdersi senza poter più ritrovarsi.
Attimi folgoranti e interminabili che lasciano cicatrici profonde sulla pelle e nel cuore.
Bastano loro a stravolgere tutto ciò che è stato e che, per forza di cose, non potrà più essere.
Bastano loro a mettere i bastoni tra le ruote a quella quiete che, per vendicarsi, pretenderà la tempesta.
Pretenderà tuoni, lampi, urla…
Urla di disperazione. Di rabbia.
Di delusione, mentre si guarderanno le proprie mani inermi, troppo piccole per poter cambiare questa realtà spesso cinica e crudele.
È troppo fioca la luce della speranza quando accadono drammi come questo.
È debole, non ha “perché” a cui affidarsi per restare viva. Quei perché utili a trovare la spiegazione che non c’è.
E allora si abbandonano insieme a quei sette corpi sull’asfalto ricoperti da teli bianchi.
I sette corpi della “tragedia di Lamezia Terme” che, in sella a una bici, cercavano un’emozione. 
E magari la più forte l’hanno sentita nel momento dell’impatto con quell’automobile che ha strappato loro di dosso la vita. Un’emozione diventata orrore, paura, terrore quando hanno realizzato che quello sarebbe stato il loro addio.
05 dicembre 2010.
Un’altra data da non dimenticare.
Un’altra data che dovrebbe far riflettere e aiutare a battersi perché non avvengano più sciagure simili.
È proprio vero: attimi. Bastano attimi.
Attimi indecifrabili in cui è facile perdersi senza poter più ritrovarsi.
Attimi folgoranti e interminabili che lasciano cicatrici profonde sulla pelle e nel cuore.
Bastano loro a stravolgere tutto ciò che è stato e che, per forza di cose, non potrà più essere.


2 commenti:

TommyTommy ha detto...

come cantava Annalisa Minetti:"sono solo attimi, proprio difficili"...

Marcello Affuso ha detto...

Un attimo e già nessuno si ricorda più di questa tragedia...tra tutte forse è questa la cosa peggiore di tutte!!

Posta un commento