18 novembre 2010

Il primo amore non si scorda mai

“La vita è una favola narrata da uno sciocco, piena di strepito e di furore, ma senza significato alcuno”, diceva Shakespeare. Sembrerà strano, ma non c’ho mai creduto a tutte quelle storie sui principi azzurri, i cavalli bianchi, i boschi fatati, le principesse meravigliose…
Troppi colori e troppa magia. La realtà non è così. I “principi” di oggi non sanno andare a cavallo, non comprano fiori e non sono nemmeno così galanti come vorrebbero farci credere. Le “principesse”, invece, non fanno altro che badare all'apparenza, sfoggiando trucco pesante e minigonne che lasciano poco all’immaginazione. Si confondono tra la gente per timore di essere “diversi”, di ricalcare l’immagine di quello stereotipo impresso nella mente di ciascuno di noi. Come se così fosse meglio!
Basta poco a quel principe un po’ cafone e palestrato per inciampare e fare una figura pessima davanti alla sua principessa col piercing all’ombelico e la big bubble in bocca.

È evidente che siano storielle per far credere quello che non c’è e mai sarà. È evidente che tutti siamo alla ricerca di un sogno che dia colore ai film che ci costruiamo in testa, dipingendo un quadro perfetto di un futuro perfetto in un mondo perfetto. Tutto ciò, rinchiuso in un’idea imperfetta. Perché imperfetta? Perché è solo un’idea, nient’altro. Un’idea astratta, paragonabile a una di quelle bolle di sapone che, appena le sfiori, scoppiano.
Non è vero che non c’ho mai creduto, però. Anzi, l’ho fatto fermamente con la convinzione che quella realtà a volte, correndo, possa superare i sogni, vincere quella gara, anche solo per una frazione di secondo, un attimo, un istante…  
Cos’è che non è andato?
Il principe si è rivelato uno stregone che si divertiva a far assaggiare i suoi intrugli magici, godeva nel comandare, nel vedere chiunque ai suoi piedi. Gli piaceva divertirsi tramutando in burattino qualunque donzella gradevole gli si ponesse innanzi. Aveva trasformato in ranocchi tutti i possibili principi del reame. O forse no, forse l’incantesimo l’aveva fatta a me, ai miei occhi che non vedevano altro se non lui. Oppure rane, rane ovunque. Per strada, per i rovi, nelle foreste, nei castelli, sui troni...
E i ranocchi poi non diventano principi, non è vero. È un’altra stupida creazione della nostra fantasia quella. Perché se sono ranocchi, nessuna principessa ha il coraggio di baciarli. Sono destinati a restare ciò che sono. Non c’è magia che tenga. 
Perché il primo amore lascia sempre qualcosa che ogni altra pozione non può cancellare. Che tu voglia o no. Che tu lo ammetta o no. Un antidoto non esiste.
Lo stregone malvagio, nonostante sia stato perfido e cinico, ha tatuato il suo nome dentro quell’anima. Una gomma non basta a cancellarlo, non basta nulla. Lascia il segno, chiunque egli sia, comunque egli sia, nonostante tutto.
E poi, forse arriverà davvero, scendendo da una macchina nero pece o addirittura da una bicicletta semidistrutta, un ragazzo con la felpa azzurra e i jeans. Non sarà questione di accontentarsi. Basterà. Basterà anche se non è di stirpe reale, anche se il suo cavallo ha il motore e non è bianco. Anche se è moro e ha gli occhi scuri.
Anche se è un po’ incapace con le frasi romantiche e ha dei modi buffi. Basterà anche se talvolta ti farà adirare talmente tanto che vorresti prenderlo a schiaffi. Basterà perché quel nervosismo con facilità riuscirà a tramutarlo in un sorriso pieno.
Basterà… e quel segno inciso nell’anima tornerà nel buio della notte, nei pensieri che stuzzicano gli umori. Tornerà, ma a lottare solo con se stesso perché io non ci sarò più.

8 commenti:

Marcello Affuso ha detto...

"il primo amore lascia sempre qualcosa che ogni altra pozione non può cancellare"
Sicuramente,ma forse anche il secondo,il terzo,il quarto,dipende anche da come lo si vive questo stupendo sentimento :-)

Anonimo ha detto...

io ci ho messo 7 anni per innamorarmi nuovamente... per poi finire ancora, peggio del precedente... nel senso che mi sono accorta che il primo al confronto era veramente un principe...
comunque ho provato cose che non ricordavo aver provato mai con il secondo... quindi il primo amore non si scorda mai? no, l'amore non si scorda... :) e almeno il secondo mi ha fatto capire che posso ancora innamorarmi ...

Jessica Mastroianni ha detto...

Hai ragione: non si scorda in nessun caso se è stato davvero AMORE, se ti ha sfiorato l'anima e ha lasciato le sue tracce dentro te.
A volte, però, confondiamo quelle impronte con quacosa di molto meno importante, qualsosa che sembra indispensabile, ma che in realtà è un abbaglio: basta poco e tutto tornerà come prima.
In ogni caso, sì, L'AMORE NON SI SCORDA! ;)

Capitano Nemo ha detto...

Ciao Jessica.
Ho letto le tue parole e mi hanno amareggiato. Ovviamente era tua intenzione comunicare qualcosa di negativo, un malessere interiore ma, per il momento, a costo di apparire insensibile, vorrei mettere in secondo piano questo aspetto.
La comunicazione della delusione che il primo amore si è trascinato dietro e della relativa condanna a chi si è dimostrato crudele, così disumanamente feroce da far venire il vomito, è chiara, sacrosanta, condivisibile. Ma in tutto il testo, tralasciando questo fatto, traspare un senso di rassegnazione, di disincanto, di svalutazione del proprio essere per accontentarsi di ciò che è più facile ottenere per rendere tutto più tollerabile. Per quanto mi è concesso capire (ti ho già avvertito che sono un sasso), intendi dire che in un certo senso è impossibile liberarsi di chi si è amato, e che ci si porterà dietro quel demone per sempre, e questo è un impedimento al credere in un futuro perfetto. Mi rendo conto che le esperienze ti cambiano, ma piegarsi non vuol dire darla vinta definitivamente a chi ha fatto del male? La reazione ad un amore funesto può spingere a barattare i propri sogni svalutando se stessi e tutto ciò in cui si crede? Pretendere qualcosa meno di tutto, è una visione intollerabile per chi ha come limite le stelle.
Nessuno crede più alle fiabe ma la vera realtà sta dentro di te, non nel mondo ormai corrotto che tenta di corroderti l’anima.

Jessica Mastroianni ha detto...

Ciao!
A dire il vero il senso è un pò diverso.
Certo, c'è la forte pressione della realtà che spezza l'incanto creato dalla nostra fantasia grazie a quelle favole che, sin da piccoli, hanno dato vita a ideali forse un pò sbagliati perchè ci ricopriamo di aspettative che nella realtà non possono essere soddisfatte. Non è questione nè di accontentarsi, nè di rassegnarsi, quello mai. Ribadisco il mio "E come limite...le Stelle!" che sta diventando un pò una filosofia di vita.
Ma sai, bisogna distinguere l'immaginazione dal concreto, altrimenti si rischia di cadere e farsi male, tanto male.
Il discorso è molto simile a quello che abbiamo affrontato io e te qualche giorno fa in un altro contesto: c'è poca gente che si ferma ad ascoltare sussurri impercettibili (le "principesse" più "discrete", meno provocanti e meno appariscenti sono quelle che vengono notate difficilmente), ci si abbandona al caos e agli urli del mondo solo perchè sono più facili da recepire e perchè in apparenza sono più rispettabili. Si vive di apparenza! E in essa si crede ci sia tutto ciò che serve. Io non sono di quest'opinione, assolutamente, credo tu l'abbia capito ormai. Io odio l'apparenza perchè so che non descrive adeguatamente e perchè la maggior parte delle volte è una bugia. E' quello che sta dentro che conta davvero!
C'è tanta ironia in questo brano nei confronti del mondo attuale, nei confronti della maggior parte dei ragazzi che sono palestrati e anche un pò cafoni e a cui l'aria da principe azzurro non si addice affatto, così come le "principesse" che hanno abbandonato la loro raffinatezza e quegli abiti magnifici per lasciare il posto a minigonne e per mostrare il piercing all'ombelico che, secondo alcuni, dà quel tocco in più.
E' triste, è vero, tanto triste. Ma ce la siamo cercata noi, o meglio, se la cerca continuamente chi si accontenta di un orizzonte apatico per non rincorrere quell'infinito che richiederebbe troppo tempo e attenzioni...ma che sicuramente darebbe qualcosa. Darebbe molto, senz'altro, molto di più.
Io non credo che la delusione di un amore finito si possa tramutare in un peso. Mi spiego meglio: inizialmente sarà dura da superare, ma penso si possa tramutare in una forza in più per il futuro perchè può rafforzare quella debole corazza di cui talvolta non sappiamo neppure cosa farne.

Jessica Mastroianni ha detto...

E' un'esperienza in più, un bagaglio in più che dà la spinta al carattere per uscir fuori e per affondare le sue radici.
Poi c'è la sorpresa di trovare, quando meno te l'aspetti, una persona che non è proprio come l'immaginavi, che ti dà molto e che cancellerà tutta la tristezza che hai dovuto sopportare per superare quell'ostacolo che appariva come insormontabile. Ti aiuterà a rialzarti. Ti darà l'anima e il suo sostegno. Del suo sorriso non potrai farne a meno, della sua presenza non potrai privarti. Dal suo amore non potrai che lasciarti trasportare...perchè è quello che cercavi, solo che magari la troppa fantasia aveva giocato a suo sfavore disegnandolo diversamente (ecco che ritorna l'aspetto dell'apparenza che inganna!) e se fosse stata rincorsa quell'idea, non ci si sarebbe mai accorti di quel LUI che sembra tutto. Basta... ed è anche di più di quel che speravi, ma di certo non un ripiego, non un posto occupato esclusivamente per non lasciare un vuoto, assolutamente no.
Poi, è inevitabile, nel momento in cui sembrerà tutto perfetto, tornerà a bussare alla porta dei tuoi pensieri, e forse anche della tua realtà, quello spettro del passato, ma sta a te decidere se aprire o meno, sta a te sentenziare se è giusto lasciarsi ancora ingannare da chi ti ha ridotto in briciole, le stesse che poi qualcuno ha raccolto per aiutarti a ricostruire.
E' come un vaso di terracotta che si rompe: puoi incollarlo quanto vuoi, ma il segno delle crepe rimarrà sempre. E' giusto che sia così: servono a ricordarti che ce l'hai fatta e che ora hai qualcosa in più, non in meno, perchè hai vissuto e, anche se ti sei fatto male, pazienza!, hai imparato la lezione!
I SOGNI NON SI BARATTANO CON NULLA, MAI!, non neghiamoci per niente e nessuno la loro presenza.
Dobbiamo essere realisti, ma chiedere comunque l'impossibile.
Basta crederci davvero...e forse l'impossibile nemmeno esisterà più poi!
Ti ringrazio tanto per l'attenzione! ;)

Capitano Nemo ha detto...

Hai chiarito totalmente il tuo punto di vista, spaziando ampiamente e sviluppando tanti particolari e rendendo evidenti nuovi scorci di verità. Ora ho capito ciò che la mia inettitudine non mi aveva permesso di afferrare subito. Te ne sono grato.

Leggendo il tuo pensiero riguardante “i ragazzi e ragazze del mondo attuale” non ho potuto fare a meno di riflettere su una cosa: è vero che i rapporti di oggi (ma solo di oggi?) tendono a basarsi sull’apparenza. Ma è l’apparenza l’origine della “mancata rincorsa dell’infinito”? O è invece un sintomo di un cedimento strutturale alle fondamenta del rapporto fra uomo e donna. Non solo un deterioramento della forma, ma della sostanza… e forse anche lo stesso concetto di amore, che si ritrova ad essere mal interpretato. L’amore è “solo” il tavolo sul quale due persone giocano la loro partita con le emozioni. Al contrario dei giochi, lo scopo non è decretare un vincitore e un vinto ma continuare a giocare. A giocare sempre di più, sempre meglio, con generosità, con religioso impegno, con costanza, continuando a rimanere meravigliati per non precipitare nell’assuefazione. Innescare e alimentare questo circolo virtuoso non è facile, richiede di dar fondo alla propria determinazione e alle proprie risorse. Parafrasando parole tue, semplicemente annullarsi per essere tutto. Credo sia per questo che l’amore perfetto, assoluto, incondizionato è una specie protetta in via di estinzione: è difficile trovare dei giocatori disposti ad assumersi il rischio di non risparmiarsi, che non cadono nella tentazione di conservare qualcosa per dopo, che scommettono tutto qui e ora, che hanno una tale fede, l’uno nell’altro, da non mettere mai in dubbio il fatto che, con il loro altruismo disinteressato, si stanno arricchendo a vicenda.

Ah, un’ultima cosa!
Jessica, tu mi ringrazi, ma sono io che usufruisco del tuo prezioso tempo. Sono io che sono in debito per ogni parola che mi regali. E non sono certamente poche o… in saldo! Non volendo approfittare oltremodo della tua generosità, e sapendo che le persone troppo gentili tendono a farsi degli scrupoli, ti chiedo un favore: se non avrai tempo o non avrai voglia di ascoltarmi e/o rispondermi…. mandami tranquillamente a quel paese e lasciamici fino a quando non avrai proprio niente di meglio da fare. Ok?

Jessica Mastroianni ha detto...

L'apparenza è il primo passo verso la resa.
La sconfitta ne è una conseguenza.

E' molto curiosa questa sfumatura che hai attribuito all'amore. La condivido con gioia, notando questa affinità di pareri. Per di più sono contenta di aver potuto concederti l'interpretazione del post.

Beh, mettiamola così: ci sdebitiamo a vicenda dato che io ho rubato tempo a te e tu (a detta tua, ma non è così perchè l'ho fatto con piacere) l'hai rubato a me.
Quindi non temere, non riceverai nessuna brutta reazione da parte mia! :-P
A presto! ;)

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